Che tipo di Rettore vorresti?
scritto da Francesco AvalloneNel programma che ho presentato ho usato tre parole per descrivere il ruolo che, secondo me, il rettore dovrebbe svolgere: innovare, garantire, facilitare.
Penso che il rettore debba essere un promotore di innovazioni nella struttura organizzativa, nelle tecnologie, nei processi organizzativi e gestionali e nel clima di lavoro.
Penso che il rettore debba garantire il rispetto delle regole contro l’arbitrio e gli opportunismi e debba garantire l’equità nella ripartizione delle risorse e nella distribuzione degli incarichi.
Penso, infine, che il rettore debba facilitare l’assunzione rapida, consapevole e documentata delle decisioni da parte dei diversi organi a ciò deputati.
Mi piacerebbe avere la tua opinione a riguardo. Che tipo di rettore vorresti per il quadriennio 2008-2012?
10 commenti a “Che tipo di Rettore vorresti?”
23 Lug, 2008 alle 08:10
Caro Francesco, il mio seppur breve commento vuole riportarla a quello che sta succedendo se non vengono prese al più presto misure forti contro il decreto che vede indistintamente penalizzati tutti i settori compresi i cittadini.
Fino ad ora non ho visto nessuna presa di posizione rispetto alla denigrazione mediatica che stanno rivolgendo contro il sistma universitario.
Vorrei suggerirle di convocare una rasssegna stampa per illustrare a tutti come il nostro sistema universitario non è fatto di fannulloni, ma di persone che credono fortemente che il sistema funziona e vuole a tutti costi migliorarlo.
Le prossime elezioni la vedranno coinvolto in prima persona e spero si continuino a fare assemblee,la ringrazio di avermi reso partecipe e possibile fruitrice di un apporto che spero le sia utile.
a presto miriam
24 Lug, 2008 alle 10:03
Abbiamo avuto la fortuna di lavorare al Suo fianco e questo ci ha permesso di conoscere un Preside che, con amore, passione e sacrificio, ha lasciato un’indelebile impronta alla Facoltà di Psicologia 2 e nei nostri cuori.
E’ proprio così che vorremmo il “Nuovo Rettore” egli lavorerà, con sapienza, solo ed esclusivamente per “La Sapienza”.
Grazie e auguri
Carla e Paola
24 Lug, 2008 alle 10:44
Vorrei poter sperare che l’università di cui facciamo parte
dopo anni di indifferenza o di modesta reattività, rispondessee
con forza agli attacchi che i vari governi hanno condotto in questi questi anni. Inoltre spero che qualcuno nella nostra università si
accorga che la classe docente in particolare i ricercatori,
stentano a sopravvivere anche economicamente.
24 Lug, 2008 alle 12:15
Vorrei poter sperare in un’Italia migliore.
Una nazione dove vengono premiati impegno e merito.
Una nazione che possa mettere in luce le proprie ricchezze e non le solite appartenenze e decadenze.
Una nazione che crede nel ruolo primario dell’istruzione.
Vorrei poter veder realizzato il Suo programma:
INNOVARE= gestire e organizzare puntando alla qualità, identificare nuovi settori o specifiche aree in evoluzione come spazi nuovi di specialità
GARANTIRE: garantire equità di accesso, equità di trattamento, valorizzazione del merito per stimolare l’impegno verso l’eccellenza
FACILITARE: facilitare la condivisione per aumentare le conoscenze, facilitare la reattività per il cambiamento
Io la vedo partire da qui una nazione nuova. Dalla formazione libera,dalle possibilità concesse alle nuove generazioni, dall’eliminazione degli arbitri.
Dall’Università dei Suoi programmi.
Auguri Professore
26 Lug, 2008 alle 11:59
Ho trovato il suo programma… interessante, manca però la voce relativa ai prof. a contratto.. (18 ore al giorno di lavoro tra attività di ricerca, docenze (6 euro lordi per ora d’insegnamento), revisioni per gli studenti, commissioni di laurea ed esami… a titolo gratuito…)quale sorte per centinaia di volenterosi (che hanno dato i migliori anni della propria vita rinunciando a moltissimo… ed aspirare ad uno stipendio da fame…) in attesa di concorso che forse non arriverà mai? Allora perché non prevedere almeno contratti per ricercatore (o prof. aggregato) a tempo determinato (ora riservati a pochi eletti..)? Sicuramente la didattica ne gioverebbe.
Perché destinare fondi e fondi per avanzamenti di carriera quando c’è carenza di personale docente? Vogliamo parlare anche delle votazioni delle commissioni concorsuali “ad hoc”? Tematiche conosciute, ma è sempre bene parlarne, soprattutto in queste occasioni.
Grazie dell’attenzione,
In bocca al lupo!
30 Lug, 2008 alle 09:36
Caro Prof. la conosco come mio Relatore di Tesi “Salute organizzativa e burnout” e non posso che dimostrarle infinita stima, soddisfazione e ammirazione, soprattutto per il post-lauream (tirocinio e articolo scientifico). Dal suo programma affiorano quasi fossero faraglionile dimensioni che caratterizzano il costrutto della Salute Organizzativa del quale ne faccio quotidiano tesoro nel mio lavoro da formatore e gestore di risorse umane.
Circa il futuro della Sapienza credo sia opportuno comprenderne gli obiettivi, l’attuale mission e magari svilupparne una solida efficacia circa una concreta professionalità e competitività sia rispetto ai dipendenti che a vario titolo ci lavorano (carriera precaria), sia verso i futuri laureati troppo spesso destinati a restare eterni formandi (carriera formativa), eludendo e sostituendo ogni forma di “carriera lavorativa” che dovrebbe rappresentare invece il valore della nostra Repubblica (fondata sul lavoro e non sul volontariato, onlus e simili).
E allora che ogni innovazione, garanzia e facilitazione nell’ambito della futura università romana siano diretti verso percorsi
fertili di una politica capace di osservare e costruire.
I miei migliori in bocca al lupo Prof!!!
30 Lug, 2008 alle 15:09
Ormai sono passati quasi 10 anni da quando ascoltavo le sue lezioni tra i banchi dell’università.. i suoi insegnamenti mi hanno aiutato molto, sia nella vita privata che professionale.. Caro Prof. vi ho sempre considerato-desiderato come un padre perchè voi siete come il sole: illuminate, date vita, fate crescere.. Non penso ci sia persona migliore di voi per una carica così importante in un periodo cosi difficile.. con le dita incrociate vi auguro i miei più sinceri in bocca al lupo.. Simona
06 Set, 2008 alle 17:35
Ho letto il Suo programma e me ne congratulo.
…E’ difficile davvero selezionare il profilo del Rettore ideale ma se proprio bisogna farlo preferirei partire da colui che sa “facilitare”.
Finalmente il suo programma ricorda alle istituzioni che il mondo accademico deve ancorarsi al mondo reale con strategie e programmi reticolari. Un Rettore capace di sostenere creatività, attivare senso di responsabilità, guardare con sensibilità e puntare alla condivisione di progetti con altre organizzazioni rende l’ambiente universitario più umano e funzionale dal quale scaturiscono, innovazioni e garanzie di qualità. Molti come Lei insegna, puntano al benessere e ad una esistenza più umana.Il forte senso politico, economico e sociale che ci mostranel Suo Lavoro ci riempie di fiducia e ci fa guardare al futuro con occhi più sereni. La turbolenza che stiamo vivendo risente solo di una bella novità: L’Italia sta cambiando, sociologicamente sta crescendo.In bocca al lupo e buon lavoro.
Rizzi M. Teresa
studentessa nettuniana
09 Set, 2008 alle 06:23
docenti universitari (a contratto) a 800 euro l’anno: è un insulto alla “sapienza” di tutti noi. spero che il rettore, che le auguro di diventare, possa anche lavorare a questo. cordialmente
09 Set, 2008 alle 19:35
un’idea per La Sapienza?
non è di idee che c’è bisogno ma di merito e onestà è questo che vogliamo tutti.basterebbero questi due semplici provvedimenti: concorsi veri, onesti, dove vinca il merito, al bando mafie e nepotismi..ma lei queste cose le conosce già…
si firma un professore a contratto da 3 anni, che dal prossimo se ne va all’estero dove, a seguito di semplice presentazione di curriculum e un colloquio è stata contrattata in un’università seria.
come vede per fare una rivoluzione non c’è mica bisogno di chissà quali idee, ma di rigore.ne sarà capace? saprà essere così ambizioso e temerario?
buon lavoro
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